Ponte del Diavolo

La leggenda
La leggenda narra che anticamente i cittadini di Cividale si riunirono in assemblea per escogitare il modo di costruire un solido ponte in pietra, che congiungesse le due sponde del Natisone.
Non riuscendo a concludere nulla, invocarono il Diavolo. Quest'ultimo si presentò con tanto di occhi rossi, coda, corna, offrendo il proprio aiuto per la realizzazione del ponte ma, pretendendo in cambio, l'anima del primo cividalese che vi sarebbe transitato.

L'assemblea accettò le condizioni del Diavolo, il quale in una sola notte edificò la struttura. Ci fu anche l'intervento della madre del Maligno che trasportò nel suo grembiule un grande masso (su quest'ultimo poggia ancor oggi il pilastro centrale del ponte) e lo depose nel bel mezzo del fiume.La mattina seguente il Diavolo pretese la ricompensa. Egli venne però ingannato, infatti, i cividalesi fecero attraversare il ponte da un cane (o gatto secondo un'altra versione della leggenda).Il Diavolo cercò di distruggere la costruzione ma una Croce, seguita dal popolo, lo mise in fuga.

Le notizie storiche
Le prime notizie riguardanti un ponte risalgono al Duecento. Si trattava di un manufatto in legno che richiedeva continui interventi e restauri.
Nel 1422 iniziò la costruzione di un ponte in pietra, progettato da Jacopo Daguro da Bissone.
I lavori proseguirono nel 1447 sotto la guida di Erardo da Villaco e furono portati a termine da Bartolomeo delle Cisterne. Distrutto durante la prima guerra mondiale dalle truppe italiane (ottobre 1917-disfatta di Caporetto), nel tentativo di rallentare l'avanzata del nemico, fu ricostruito dagli austriaci (1918).
L'attuale ponte è alto 22 m dal letto del fiume, è lungo circa 50 m ed è caratterizzato da due monumentali arcate. Il pilastro centrale poggia su un masso di roccia naturale.