Ipogeo Celtico

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Il cosiddetto Ipogeo celtico è un ambiente ricco di fascino e mistero proprio per la sua non chiara funzione.

Secondo Sandro Stucchi che ha analizzato con cura il complesso, si tratterebbe di una camera funeraria di età celtica. Altri studiosi lo interpretano come carceri romane o longobarde.

Questo ambiente che si trova presso il ponte del Diavolo in via Monastero Maggiore, 6 è costituito da un'alta camera centrale (A) di m 6.15 per m 2.90, alla quale si accede mediante una ripida scala a doppia curva. Da questo vano centrale si dipartono tre corridoi molto bassi (B, C, D), due nella parete di fronte alla scala, l'altro nella parete vicino a questa.

Inoltre nella roccia conglomeratica di cui sono costituite le pareti, sono ricavati loculi, nicchie, mensole, bancali, più importanti del resto, tre mascheroni (x, y,z), ovvero tre maschere funerarie come interpreta lo Stucchi.
Lo studioso riconduce tali sculture alle têtes coupées della Francia meridionale ed al periodo Latène II (300-100 a.C.).