Palazzo Comunale

Foto Francesca Caponera

Le prime notizie riguardanti il palazzo municipale, collocato tra largo Boiani e corso Paolino d'Aquileia, risalgono al 1286.
Agli inizi del XV secolo, tale edificio, subì profondi rifacimenti e dal 1492 restò inagibile per più di cinquant'anni.
Nel 1545 iniziò la ricostruzione. Si realizzò una scala d'accesso esterna, appoggiata al corpo di fabbrica destro, divisa in due rampe da un pianerottolo che serviva per bandire gli avvisi e pronunciare sentenze. I lavori terminarono nel 1588.
Nei secoli successivi il palazzo subì ulteriori interventi ed, in particolar modo, un radicale restauro, attuato nel 1934 dall'architetto Ferdinando Forlati, conferì all'edificio l'aspetto attuale (fu eliminata la scala esterna, sul lato ovest furono messe in luce tre bifore gotiche, si lasciò il mattone a vista).

La storica sede municipale caratterizzata dalla loggia con archi a sesto acuto, sulle facciate esterne presenta: il busto del Provveditore Domenico Mocenigo, all'interno di una cornice barocca sorretto da puttini alati (prospetto principale); il bassorilievo con il Leone di S. Marco scalpellato durante la dominazione francese in Friuli, un'epigrafe del 1560 in onore del Provveditore Leonardo Lombardo, una lastra che ricorda la visita dell'imperatore Francesco I d'Austria nel 1866 (prospetto verso il Duomo).
All'interno del palazzo si collocano: una tela attribuita a Palma il Giovane (1544-1628) rappresentante il Cristo Benedicente; imponenti ritratti di Provveditori veneti databili XVII-XVIII secolo; affreschi settecenteschi di Francesco Chiarottini (1748-1796); mosaici appartenenti ad una casa romana del I-II secolo d. C. (cortile interno).


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