La zona di Cividale e delle Valli del Natisone offre una secolare tradizione culinaria, fatta di ricette semplici di origine contadina ma non per queste povere di sapore che usano ciò che la terra e gli allevamenti offrono come carne di maiale, frutta, noci e funghi.

La cucina locale presenta sapori decisi e delicati, quindi piatti sostanziosi ed equilibrati che vengono accompagnati dagli ottimi vini locali, anch'essi frutto di un millenario amore per la terra.

  • Il Frico: si presenta generalmente in due versioni: frico morbido e friabile. Entrambi si possono servire sia come antipasto che come secondo, abitualmente con della polenta di mais. Sebbene oggi il frico sia visto come un piatto festivo, in origine la sua preparazione era finalizzata al recupero di scarti di formaggio. Il frico morbido si prepara con del formaggio di diversa stagionatura, patate, cipolla, olio e sale, e si presenta come una grossa frittata. Può essere arricchito con dell' aggiunta di porro o dello speck. Il frico friabile invece è molto sottile e, a differenza del primo, non ha fra gli ingredienti le patate ma è fatto di solo formaggio. Ė ottimo per delle terrine di funghi o fonduta di Montasio.
  • Brovada e Muset: il muset (muso) è una sorta di cotechino che viene preparato dai tagli del muso del maiale. La brovada è invece una rapa preparata in maniera tipica friulana. Le rape rivestono infatti grande importanza nella cucina del Friuli, ottenendo un posto di primo piano in molti piatti locali.
  • Stakanje: composta di patate, zucchine e tegoline (fagiolini) condite con ciccioli, aglio e aceto. Piatto forte di fine estate, in tempo di raccolta di patate e quando gli altri ingredienti si stavano esaurendo, per cui le tegoline divenivano filamentose, le zucchine troppo acquose e grosse per essere consumate in altro modo.
  • Zuppa di Castagne e porcini: (TAJADEJE TE BUOGE, tagliatelle dei poveri).
  • Idrik u bleuku: ventaglietti di radicchio o BLEKI DELLA FESTA.
  • Bizna: minestra piuttosto densa fatta con rape, fagioli e grano turco, condita alla fine con farina di granoturco soffritta nel lardo. La versione più povera era composta solo di brovada e patate.
  • Zlicnjaki: acqua tiepida e farina di frumento lavorati fino a raggiungere una consistenza tale da poter essere cotti al cucchiaio. Condimento a piacere.
  • La Gubana: dolce arricchito di frutta secca tipicamente servito con la grappa (liquore tipico) le cui origini sono legate alle feste religiose più importanti, ma anche ad eventi particolari della collettività, quali matrimoni, cresime, ecc. Nato nelle valli del Natisone, nelle zone di confine con la Slovenia, si pone come un ponte tra le due tradizioni gastronomiche. Tale legame lo si ritrova anche nell'origine del termine da cui il dolce prende il nome: “guba” (piega). Le sue radici affondano già ai tempi dei Romani, dove i pani venivano farciti di frutta e arricchiti con il miele, fino al Medioevo e al Rinascimento, quando un dolce simile fu incluso nel banchetto in onore di Papa Gregorio XII durante la sua visita a Cividale nel 1409.
  • Gli Strucchi: simili alla Gubana nel ripieno, sono dei piccoli "ravioli" dolci fritti che si davano una volta ai matrimoni contadini al posto dei confetti.