La presenza ebraica nella città di Cividale è stata alimentata da una leggenda e dalla lapide posta presso la porta di san Pietro ai Volti, la quale faceva risalire a tempi antichissimi la presenza degli ebrei. Nei secoli di cui si hanno tracce sicure si può affermare che erano in contatto con la borghesia emergente di allora. Erano ben integrati nella vita di tutti giorni, nel 1349 vengono emanate le regole di convivenza per permettere agli ebrei ed ai cristiani di celebrare le loro festività senza arrecare danno. Le attività erano lavorazione di tessuti, strazzaria, commercio di viveri.

Nel 1494 una delibera del governo viene emanata per la loro cacciata dalla città, di fatto non è mai avvenuta perché si hanno loro tracce anche nel Cinquecento e primi del Seicento. La sinagoga probabilmente situata nell’orto del monastero maggiore.

Fuori l’attuale porta san Giovanni era situato un cimitero, secondo la tradizione venivano seppelliti i defunti anche se morti in altri luogo. Dal 1390 il cimitero venne sistemato per paura che gli argini del rio Emiliano cedessero.