Ogni città ha il suo volto, la sua anima particolare, la sua personalità e questo passa anche attraverso la sua Biblioteca. Testimonianze di questa antica arte la troviamo nella prima fra le biblioteche, quella annessa al Museo Archeologico Nazionale ed Archivio Capitolare. Il primo nucleo di libri si ritiene sia stato raccolto all’atto della istituzione del Capitolo, dell’insegne Collegiata avvenuto come sembra, durante la dominazione longobarda. Era collocato in Duomo. Col passare del tempo si arricchì per quantità e qualità di volumi, in particolare di ricchi e preziosi codici ricevuti in dono da “Papi, duchi longobardi, patriarchi d’Aquileia, imperatori, dogi, re, regine, principi e illustri personaggi”. La biblioteca distrutta in un incendio nel 1502 fu riprovveduta con offerte volontarie e successive donazioni. Dopo l’annessione del Friuli all’Italia, la Biblioteca nel 1868 viene resa demaniale, inventariata e nel 1872 consegnata al Municipio che ne diviene custode e responsabile nei confronti del Governo Nazionale. Nel 1895 Palazzo De Nordis (sec. XVII), ex sede del Museo Archeologico Nazionale accoglie la preziosa Biblioteca. Nel 1990 tutto il patrimonio venne spostato nel Palazzo dei Provveditori Veneti (sec. XVI), attuale sede del Museo Archeologico Nazionale.

Accanto a questo prezioso patrimonio storico, artistico e documentario, nel 1966 viene istituita dal Comune di Cividale la Biblioteca Civica. L’avvio ufficiale datato 26 Novembre 1968 registra un patrimonio di 2.776 volumi. Dati i tempi di forti sollecitazioni e interessi, si stava sempre più diffondendo la necessità di creare un organo culturale nuovo che fosse la diretta emanazione dell’Amministrazione Comunale, in grado di supportare un discorso più organico e strutturato su basi più efficienti e moderne. La Biblioteca nasce al centro di un comprensorio di venti Comuni (Attimis, Buttrio, Corno di Rosazzo, Drenchia, Faedis, Grimacco, Manzano, Moimacco, Povoletto, Premariacco, Prepotto, Pulfero, Remanzacco, San Giovanni al Natisone, Savogna, Stregna, Torreano). Negli anni la Biblioteca si è fatta conoscere dai cittadini ed è progredita.

Dal 1980 oltre alle numerose iniziative dedicate alla popolazione scolastica, altre attività culturali entrano a far parte della vita della Biblioteca, diventando il veicolo principale della sua proiezione sul territorio. Da ricordare nel 1983 la splendida mostra dello scultore Augusto Murer e l’esposizione di marionette di Vittorio Podrecca nella ricorrenza del centenario della nascita. Alla tavola rotonda sono presenti: Maria Signorelli e Giannina Donati Braga che avevano lavorato con il famoso marionettista, Nico Pepe, nonché i giornalisti Guido e Leonardo Vergani, nipoti dell’artista. Numerosi sono stati anche gli incontri con gli autori regionali.

Il 27 Aprile 1993, un’altra novità per la Biblioteca, l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) le dona un buon numero di volumi riguardanti la Resistenza: nasce così un altro settore di particolare rilievo.

Infine un ulteriore servizio, la catalogazione automatizzata ed il collegamento in rete con gli Archivi delle altre Biblioteche.

Nuovi bisogni informativi, nuove fasce che oggi definiamo “utenza potenziale”, supporti tecnologici avanzati, informazione on – line che permettono di ricevere in tempo reale un gran numero di riferimenti bibliografici relativi alle più diverse discipline e provenienti da fonti estremamente eterogenee, permettono alla Biblioteca di offrire una offerta costante e sempre al passo con i tempi.