San Nicolò

L’affaccio principale del piccolo edificio è su Borgo di Ponte. La chiesa appartenne alle monache terziarie delle Pinzochere, dell’ordine di san Francesco che, sino dal 1653, occuparono il convento che sorge sul retro.
L’opera è attribuita ad un ignoto architetto. Il convento viene soppresso nel 1769 dal patriarca Daniele Dolfin a causa degli “abusi e dei disordini” che si dice ivi accadessero.
La chiesa è ora proprietà privata e necessita, come ciò che resta del convento retrostante, di importanti interventi di restauro.
Possiede pianta ottagonale; la facciata principale, verso la piazza, è tripartita e modella tre lati dell’ottagono: al centro un’importante timpano concavo poggia su coppie di semicolonne in muratura, aggettanti e sfalsate sull’angolo, a seguire l’inclinazione dei lati dell’ottagono.
Capitelli e plinti sono in pietra, le basi in muratura. Un ampio portale, con architrave e sopraluce ad arco, definisce l’ingresso principale sulla parete concava; sopra ad esso un’ampia finestra quadrata.
Portale, finestre e porta laterale sono incorniciati in pietra piasentina:le cornici sono leggermente modanate e sagomate sugli angoli, con disegno simile a quello delle cornici delle aperture si Santa Maria dei Battuti .
Un ampio cornicione, superiormente definito da coppi, sottolinea l’imposta del timpano e prosegue sugli altri lati della facciata. Il volume ottagonale emerge discreto sul fondo: più elevato della facciata, è semplicemente definito da leggere lesene verticali che sottolineano gli angoli d’intersezione dei lati dell’ottagono; entro le loro spechiature sono visibili falsi riquadri di finestra, incrociati che proseguono anche sui fianchi nord e sud (quest’ultimo non più visibile poiché inglobato nel fabbricato adiacente).