Tombini d'arte nelle frazioni della Città ducale

Rigenerazione degli spazi urbani
Un progetto che si inserisce in Agenda 2030 e nella Biennale dello spazio pubblico

 

Il progetto “Tombini d’arte” ha permesso di realizzare un Percorso da Cividale alle sue Frazioni "et vice - versa", dai bozzetti alle opere d'arte, dalle opere d'arte ai bozzetti.
“Considerato l'impegno già assunto dal Comune in seno ad Agenda 2030 Art e l'obiettivo n°16 dedicato alla pace – spiega l’assessore Angela Zappulla - il Comune e il CFAP di Udine hanno proposto la realizzazione di alcune installazioni-opere diffuse sul territorio, sul tema attinente il punto 16 dell’Agenda 2030, ovvero la PACE”. Il 3 maggio 2017 a Cividale del Friuli, presso il Centro Giovani di Via Carraria, si è tenuta la presentazione del progetto da parte dell’arch. Michele Gortan con laboratorio tematico su “rigenerazione dello spazio pubblico”, in preparazione della Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile ). Questo laboratorio, unitamente a quanto verrà realizzato a Cividale, è presente sul sito www.biennalespaziopubblico.it assieme ad altri progetti a livello nazionale. L’evento conclusivo della Biennale 2017 è consistito nello scambio di duecento pratiche di spazio pubblico (progetti, eventi, esperienze di partenariato e cittadinanza attiva, laboratori tematici), fra le quali anche ciò che  realizzato a Cividale del Friuli,  presentati in risposta alla Call di dicembre 2016. Queste esperienze costituiranno la base per l’adozione di linee-guida ad ulteriore elaborazione dei principi enunciati nella “Carta dello Spazio Pubblico”.

 

“Li abbiamo definiti Creativi e Artisti – spiega Michele Gortan - ma a mio modesto avviso non basta, non hanno "sporcato" con del colore degli angoli delle nostre "contrade", hanno fatto molto di più, consapevolmente e con estremo impegno. Il loro è stato un "gesto, civico, d'amore" donato a Cividale ed al Suo Territorio”.
Un "segno", un "messaggio" sussurrato in una calda giornata di primavera inoltrata con il sole dell'estate.

 

Aurora Pacis

Si chiama Aurora Pacis l’opera galleggiante sul fiume Natisone a Cividale del Friuli realizzata dal Centro Friulano Arti Plastiche di Udine con la direzione artistica di Michele Gortan, in collaborazione col Comune di Cividale. Basta affacciarsi dal Ponte del diavolo per vederla perfettamente dall’alto. È realizzata con cento pezzi, uno per ogni anno dell’anniversario dalla Grande Guerra, in legno naturale proveniente dalle foreste del tarvisiano: le tavole di legno sono tenute insieme da 1.100 fascette per un totale di circa 1.100 chili di peso.

 “L’opera è un inno alla pace – spiega l’architetto Gortan, curatore del progetto – anche dopo le celebrazioni per l’anniversario della distruzione del ponte del diavolo, Cividale continua ad essere fulcro del messaggio di vicinanza tra i popoli”. Alla posa dell’opera sul fiume, infatti, hanno partecipato cento bambini delle scuole del cividalese che, come simbolo di un patto di pace tra nuove generazioni, hanno trasportato fino al greto un pezzo a testa.

La parola latina pax, infatti, scritta nei colori della bandiera italiana è la protagonista dell’opera sovrastata dal sole, simbolo dell’aurora e di un nuovo inizio, e dalla colomba azzurra (il colore dell’Onu) che porta in bocca il ramo d’ulivo.  Aurora Pacis è l’elemento conclusivo delle installazioni diffuse sul territorio, realizzate dal Centro Friulano Arti Plastiche di Udine sul tema del punto 16 dell’Agenda ONU 2030 riguardante la pace. Il progetto ha portato il colore nelle frazioni del cividalese, trasformando dei semplici tombini in vere e proprie opere d'arte.

Cippi della pace

I drammatici fatti avvenuti 100 anni fa sono stati ricordati anche attraverso la decorazione di “cippi della pace” sui quali gli artisti, due per ogni struttura, hanno proposto un collegamento tra la storia e il presente a sottolineare il desiderio di pace e umanità tra i popoli.