Medusa

MEDUSA

320x320 h320 cm

Resina policroma

Piazza Paolo Diacono

 

‘Medusa mi ha sempre affascinato perché rappresenta una situazione in cui una vittima diventa un pericolo per gli altri’

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"Nelle due versioni della Medusa presenti alla mostra, sia in quella grande, il cui bronzo si trova in una prestigiosa collezione in Costa Azzurra, che in quella più piccola in bronzo policromo, la cosa che mi affascinava di più era il mistero che circondava la storia della bellissima Gorgona condannata ad una simile sorte.
Realizzata a metà degli anni 80 l’opera nasce come una sfida: è possibile realizzare una medusa a tutto tondo per raccontare con compiutamente il dramma?
La risposta è sotto gli occhi di tutti.
È possibile difficile ma è possibile.
Pochi però ne conosco il percorso iniziato quasi timidamente è proseguito poi coinvolgendomi totalmente fino ad essere ammaliato e schiavo di questa splendida sensazione che stava prendendo forma.
Mi intrigava e mi guidava affinché fosse possibile rendere visibile quel volto misterioso e indefinito.
Un giorno finalmente, dopo nove mesi, alle due di notte nel silenzio più assoluto potevamo dire finalmente di conoscersi: era terminata e ci guardavamo.
Quasi impaurito, pensavo che non sarebbe mai finita, abbandono rapidamente lo studio e per circa 10 giorni mi rifiuto di entrare.
Poi, un sottile e persistente richiamo, forte suadente al tempo stesso mi convinse a tornare sui miei passi, ero ormai alla fine della giornata il sole era calato all’orizzonte e le prime ombre della notte si allungavano intorno ad ogni cosa, timidamente entro, accendo le luci e rimango esterrefatto da ciò che vedo, il cuore mi esplode nella straordinaria consapevolezza che adesso medusa viveva e non mi pietrificava ma mi guardava con affetto."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

È intrisa di significati simbolici la Gorgone con i capelli di serpente scolpita da Alessandro Romano. Originariamente bellissima sacerdotessa fedele ad Atena, Medusa viene punita dalla stessa dea che venerava a causa della brama smodata di Poseidone. Un soggetto antico che acquista una nuova espressione, un’estrema forza espressiva e una dirompente attualità.

Consistenza, forma e dimensione sono le caratteristiche di quest’opera, da cui ha origine il nome della duplice mostra Incantamenti: incantesimo e stato di estasi provocato dallo stupore. Se l’arte è il luogo in cui si rappresenta un sentimento, la Medusa è l’emblema della ricerca interiore del Maestro, fedele a un’ispirazione la cui origine va ricercata nella dimensione del puro sentire: realizzata senza bozzetto, in nove mesi di incessante lavoro, con sette tonnellate di argilla per la versione di media grandezza.

 

 

Medusa

MEDUSA

125x75 h145 cm

Bronzo policromo

Foro Giulio Cesare

 

‘Medusa mi ha sempre affascinato perché rappresenta una situazione in cui una vittima diventa un pericolo per gli altri’

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"Nelle due versioni della Medusa presenti alla mostra, sia in quella grande, il cui bronzo si trova in una prestigiosa collezione in Costa Azzurra, che in quella più piccola in bronzo policromo, la cosa che mi affascinava di più era il mistero che circondava la storia della bellissima Gorgona condannata ad una simile sorte.
Realizzata a metà degli anni 80 l’opera nasce come una sfida: è possibile realizzare una medusa a tutto tondo per raccontare con compiutamente il dramma?
La risposta è sotto gli occhi di tutti.
È possibile difficile ma è possibile.
Pochi però ne conosco il percorso iniziato quasi timidamente è proseguito poi coinvolgendomi totalmente fino ad essere ammaliato e schiavo di questa splendida sensazione che stava prendendo forma.
Mi intrigava e mi guidava affinché fosse possibile rendere visibile quel volto misterioso e indefinito.
Un giorno finalmente, dopo nove mesi, alle due di notte nel silenzio più assoluto potevamo dire finalmente di conoscersi: era terminata e ci guardavamo.
Quasi impaurito, pensavo che non sarebbe mai finita, abbandono rapidamente lo studio e per circa 10 giorni mi rifiuto di entrare.
Poi, un sottile e persistente richiamo, forte suadente al tempo stesso mi convinse a tornare sui miei passi, ero ormai alla fine della giornata il sole era calato all’orizzonte e le prime ombre della notte si allungavano intorno ad ogni cosa, timidamente entro, accendo le luci e rimango esterrefatto da ciò che vedo, il cuore mi esplode nella straordinaria consapevolezza che adesso medusa viveva e non mi pietrificava ma mi guardava con affetto."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

È intrisa di significati simbolici la Gorgone con i capelli di serpente scolpita da Alessandro Romano. Originariamente bellissima sacerdotessa fedele ad Atena, Medusa viene punita dalla stessa dea che venerava a causa della brama smodata di Poseidone. Un soggetto antico che acquista una nuova espressione, un’estrema forza espressiva e una dirompente attualità.

Consistenza, forma e dimensione sono le caratteristiche di quest’opera, da cui ha origine il nome della duplice mostra Incantamenti: incantesimo e stato di estasi provocato dallo stupore. Se l’arte è il luogo in cui si rappresenta un sentimento, la Medusa è l’emblema della ricerca interiore del Maestro, fedele a un’ispirazione la cui origine va ricercata nella dimensione del puro sentire: realizzata senza bozzetto, in nove mesi di incessante lavoro, con sette tonnellate di argilla per la versione di media grandezza.

 

Mercurio

MERCURIO

154x39 h139 cm

Resina policroma

Piazza Paolo Diacono

 

' Un antico più mentale che fattuale’

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

" Il mercurio nasce come opera celebrativa del grande giubileo del 2000, (commissionata dall’agenzia del giubileo con i fondi del ministero dei Lavori Pubblici), per dare insieme ad altri lavori di arte moderna e contemporanea il giusto risalto all’evento di fine millennio.
L’opera in mostra e il bozzetto della grande scultura in bronzo policromo di circa sei metri, collocato all’interno della città giudiziaria di Roma,un grande bronzo di fu al centro di una singolare vicenda giornalistica che vale la pena di raccontare, brevemente.
Mercurio il Dio dei ladri, (notissimo e l’episodio del furto che commette nei confronti di Apollo rubandogli le vacche sacre), viene collocato al Tribunale di Roma.
Non sto qui a raccontare le ragioni per le quali venne cambiata la destinazione originale, ma piuttosto ciò che accadde dopo.
L’ ANSA esce con un comunicato titolato “il Dio dei ladri al tribunale di Roma”.
Tutte i giornali italiani riprendono il comunicato ironizzano o ipotizzano strani teoremi su questa singolare collocazione, creandone un caso ed attirando su questo evento un interesse mediatico straordinario.
L’opera adesso fa bella mostra di se in piazzale Varisco ed è diventato l’emblema di questo importante Tribunale."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

Il dio fanciullo, rapido messaggero degli dei, guardiano della soglia e signore delle fasi di passaggio della vita.  Mercurio mette in comunicazione con l'altro, ma anche con le diverse parti di noi stessi, fungendo da ponte tra razionalità, intuizione e creatività. Giocoso e audace, scaltro e arguto, rappresenta le facoltà dell’intelletto e l’arte dell’adattamento. Con la cappa che lo rende invisibile, l’elmetto e i calzari alati, Mercurio con le sue qualità magiche ci indica la via, una possibile strada da percorrere. Tutte le sfaccettature di questo giovincello divino, inventore del primo strumento musicale - la lira - sono rappresentate con maestria da Alessandro Romano nella sua opera: la vivacità, la freschezza e il movimento, così come la capacità che ognuno di noi possiede di vedere il mondo con quel ponderato distacco attraverso il quale è possibile comprendere gli insegnamenti che la vita riserva.

 

Lo Scudo di Achille

LO SCUDO DI ACHILLE

Bronzo policromo

Diametro 198

Foro Giulio Cesare

 

“L’arte è un mistero assoluto”

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"Tantissimo è stato scritto su questo straordinario lavoro che ho realizzato nel 1989.

Si tratta di “un’opera prima” cioè mai realizzata da nessun artista fino ad oggi.

Ricordo che benvenuto Cellini affascinato dal canto omerico tentò invano di realizzare questo lavoro, ma purtroppo non potè farlo perché troppe erano le le lacune esistenti nel diciottesimo canto della Iliade per consentirne la realizzazione.
Quindi non si può realizzare vi domanderete?
La risposta e sotto i vostri occhi.
Si, sì può realizzare purché disposti ad essere strumento, cancellando il proprio ego per essere al servizio dell’ispirazione.
Ormai era arrivato il momento di vedere con gli occhi il famoso scudo che Teti fece fare per l’annunciata morte di Achille nella guerra di Troia.
Preso da questa desiderio fortissimo che non riuscivo a controllare, sono andato con SIMONETTA a visitare i luoghi nei quali questa straordinaria civiltà aveva eretto i propri templi.
Tutti luoghi permeati di una fortissima energia, una forza che sentivo crescere dentro di me a tal punto che, raggiunta l’isola di Rodi nel bel mezzo del tempio di Atena, ne fui totalmente riempito.
Un mese in questa isola fantastica per mettere bianco su nero tutta la scenografia dello scudo superando agevolmente ed incoscentemente, le lacune presenti nel racconto omerico.
Ritornato a Roma dopo nove mesi l’intera opera in argilla era pronta per essere trasformata in bronzo policromo.
Come un parto eccezionale l’opera aveva visto la luce e ci riempiva di stupore.
Fu proprio questo stupore, che nella mostra “ Difesa ad Arte “ al momento dell’inaugurazione, colpì il presidente della Repubblica italiana on. Francesco Cossiga a tal punto di decidere all’istante di acquistare l’opera al patrimonio culturale Italiano tramite la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma per esporla sullo scalone del Palazzo del Quirinale.

E devo dire che non fu l'unico ad essere cosi meravigliato dalla bellezza di questo lavoro, infatti prima dell'On. Cossiga, il Direttore Generale della pubblica Istruzione, il Dott. Romano Cammarata vista l'opera, volle subito realizzare un volume (ed. Scorpione) da distribuire a tutti i licei classici italiani sia in italia che nelle sedi dislocate all'estero."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

L’opera di Alessandro Romano è una creazione poetica, capace di suscitare una vertiginosa meraviglia, la medesima emozione che Efesto, il dio del fuoco, aveva promesso alla ninfa del mare Teti, madre di Achille, per chi avesse ammirato lo scudo da lui fabbricato. Nella circolarità della raffigurazione del Maestro si scopre l’intima connessione delle parti nel tutto: un ritmo naturale di avvicendamenti di gioia e di dolore, di vita e di morte, che si ricompone nella totalità della rappresentazione dello scudo, cioè dell’esistenza stessa. Le straordinarie dimensioni, la ricchezza della decorazione che ricopre l’intera superficie dell’opera e la distribuzione delle scene in fasce concentriche colpiscono oggi chi contempla la realizzazione artistica che fa rivivere e attualizza favole antiche. Per Alessandro Romano lo scudo di Achille è stata “un’opera ciclopica”. L’artista ha soggiornato in Grecia per un mese per rileggere il XVIII canto dell’Iliade ed entrare nel “mondo infinito” raccontato da Omero. Il Maestro ha disegnato interamente la scenografia dello scudo, in un “viaggio interiore alla ricerca dell’ispirazione”. Ha raccolto tutte le sue energie per rappresentare in un modo straordinario ciò che c’è di più misterioso nell’uomo.

Icaro

ICARO

120x80 h360 cm

Resina policroma

Piazza Paolo Diacono

 

“Le mie sculture debbono essere qualcosa che susciti la voglia di girar loro intorno. Debbono impadronirsi dello spazio esterno attirando a sé lo spettatore”

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"Posso affermare che l’Icaro rappresenta la migliore icona del mio lavoro.
Realizzato per la 11ª quadriennale di Roma del 1986, incarna perfettamente lo spirito che anima ogni volta i miei lavori.
Una dedizione totale alla sensazione che fa vibrare il mio cuore, ogni funzione si ferma in uno strano limbo nel quale tutto è proiettato a fornire ogni grammo di energia per raggiungere questa sensazione misteriosa.
Non ci sono né regole né leggi tutto mi appartiene e come un pirata all’arrembaggio, sono pronto ad sfruttare ogni suggerimento che porti alla realizzazione dell’opera, per catturare questa chimera evanescente.
Icaro una argilla di circa quattro metri realizzato in soli venti giorni ne è il testimone vivente.
Un tempo assolutamente insignificante per un’opera così importante.
Pensate che ebbe così successo che vinse il Premio Quadriennale di Roma ricevendo il massimo consenso dei circa centomila visitatori della mostra ed attirando, inoltre l’interesse della NASA per lo studio di un monumento da dedicare ai caduti dello Shuttle."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

In quest’opera Icaro è il simbolo della caduta perpetua. Con un braccio afferra la terra, con un piede sale verso l’alto, con il busto cade, con un’ala continua a volare e sulle gambe sembra indeciso. Realizzando una scultura equilibratissima che rappresenta il suo opposto, Alessandro Romano omaggia la libertà. Il tempo è assente e tutto avviene in parallelo per un numero infinito di volte. Icaro attrae perché ci somiglia, perché ci fa pensare, perché ci ricorda di tutte quelle volte che siamo caduti o che potevamo cadere, perché ci mette in guardia dal pericolo, perché ci accoglie nelle nostre debolezze e nella nostra infinita umanità. In una storia che si ripete, in un mito che non conosce fine e che si ripropone più attuale che mai.

 

 

Minotauro

MINOTAURO

122x93 h165 cm

Resina policroma

Piazza Paolo Diacono

 

“La mia sfida più grande è quella di allontanare l’ego”

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"La scultura del Minotauro è uno degli elementi, insieme al Sagittario ed al Capricorno, della bellissima fontana di venti metri dedicata ai dodici segni zodiacali che ho realizzato nel 1993 per il Comune di Torrenova in provincia di Messina.
Il dinamismo, comune denominatore di tutti i segni rappresentati, unito al gioco dell’acqua suggeriscono l’idea di un emergere trionfante di ogni segno da una semisfera di getti d’acqua che, partendo dall’esterno della stella che li contiene e ne costituisce l’invaso, ricadono ai piedi del lavoro accentuandone il movimento in uscita.
Un getto d’acqua inoltre, parte dal centro dell’opera e sale in verticale rompendosi a circa due metri, ricade e si interseca con gli altri giochi d’acqua, diversi per ogni scultura, crea un bellissimo unicum per ogni segno."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

Il Minotauro è una delle figure mitologiche più affascinanti e rappresentative della dualità: dalle sembianze umane ed animali, rinvia alla psiche umana, in lotta tra istinto e ragione. Nato dall’unione di Pasifae, moglie del re Minosse, con un toro bianco, dono di Poseidone, è il risultato della punizione divina inflitta dal dio del mare al sovrano cretese, per aver tentato di ingannarlo. La scultura di Alessandro Romano, imponente e magnetica, riesce a cogliere la drammaticità del personaggio, la sua ferocia e la possanza, e rimanda a una struggente lotta, nel segno di una ricercata liberazione. Il Maestro sceglie di rappresentare il ‘toro di Minosse’ in una posa di grande impatto estetico, lasciando spazio al fruitore dell’opera di immaginarsi il Minotauro nel labirinto costruito da Dedalo, in lotta con Teseo. E il mito continua…

Sirena

LA SIRENA

182x85 h206 cm

Resina policroma

Palazzo De Nordis

 

“Mi sono scoperto figurativo”

Alessandro Romano

 

Le parole dell'artista

"Questa opera segna il passaggio dall’arte concettuale alla nuova maniera italiana.

Il bronzo fa parte di una prestigiosa collezione di arte moderna e contemporanea di Roma. 

In questo lavoro è particolarmente evidente l’influenza concettuale che tende a catturare rapidamente l’idea senza scendere in particolari didascalici ma piuttosto inseguire questa sensazione misteriosa di armonia che ti spinge ad usare qualsiasi cosa per raggiungere lo scopo. 

Infatti nella veste della sirena i vortici misteriosi della veste ne sono l’espressione più evidente, un insieme di astrazioni che unite danno l’idea di una classicità ritrovata e contemporanea straordinaria per forza e vigore.

Le esperienze concettuali di fine secolo come struttura portante di una nuova figura che potremmo definire un’astrazione figurativa che sdoganano da ogni tabù dando libero sfogo all’estro ed alla creatività."

- Alessandro Romano

 

Descrizione

Simbolo di sensualità, femminilità e persuasione. La grazia audace della donna che incanta ‘con limpido canto’, come descritto nell’Odissea di Omero. Ed ecco che Alessandro Romano, riprendendo l’iconografia medievale, rappresenta la libertà e la ribellione dello spirito, realizzando una scultura di una bellezza muliebre dalla coda pesciforme che induce all’intima tentazione di ascoltare ‘il suono di miele’. L’inconscio, il sogno e la sfera irrazionale sono le parti della psiche che il Maestro invita ad esplorare, quelle che in fondo l’uomo più teme.

Amor sacro e Amor profano

AMOR SACRO E AMOR PROFANO

 

Le parole dell'artista

"Queste due opere realizzate in terra refrattaria, sono i bozzetti di due sculture in bronzo policromo, realizzate per un importante maragià indiano per la sua villa di Anversa.
Due naiadi, raffiguranti “l’amor sacro“ composto e pudico e “ l’amor profano “le cui trasparenze annunciano intriganti aspettative,poste su due aiuole ed immersi in una nuvola di fiori stagionali, tangenti ad un gioco d’acqua a forma di semisfera colgono piacevolmente gli ospiti della casa all’ingresso del cancello."

- Alessandro Romano

 

Archeologia dei sentimenti

ARCHEOLOGIA DEI SENTIMENTI

 

Le parole dell'artista

" Davanti Palazzo De Nordis sede della prestigiosa e omonima collezione d’arte moderna e contemporanea, sono esposte due colonne in bronzo policromo dedicate ai “Sentimenti” due temi straordinari, purtroppo inspiegabilmente trascurati da parte di questa gioventù che in preda a una nevrotica frenesia, brucia tutto, perdono importantissimi aspetti dell’amore, i preliminari, il corteggiamento, l’attimo prima pieno di aspettative.

È proprio il CORTEGGIAMENTO il titolo della prima colonna nella quale ho voluto rendere visibile il clima dell’attimo prima, del batticuore nei confronti della persona conosciuta, questa strana sensazione che provi solo per un ragazzo o una ragazza e per nessun altro.
Una bella ragazza è presa da turbamento per un input ricevuto dal famoso cupido, che è il portatore del messaggio del ragazzo che attende una risposta dietro lo spigolo della colonna.
Ma se c’è questa attesa così forte e questa grande aspettativa vuol dire che il gioco è già iniziato, seguitando infatti a ruotare l’opera possiamo notare nell’ultima facciata, che i piedi dei due giovani si sfiorano e l’alluce della ragazza, prendendo l’iniziativa sfiora il piede di lui creando la scintilla del primo contatto.


L’ETÀ DELL’AMORE è il titolo della seconda colonna

L’amore nelle varie età dell’uomo. L’amore non si trova svolazzando di fiore in fiore con l’illusione frenetica di averlo catturato ogni volta, per poi ricadere, quando ormai non si riesce più a volare ormai tristemente certi che è stata tutta un’illusione e che ci siamo ormai ridotti soli, apatici e indifferenti a questo dono straordinario della vita.
Il grande amore esiste, non è una utopia, è tenero e profondo, è immenso e infinito, è passionale ed è nascosto in un solo fiore, nel profondo del suo cuore.
Per questo va coccolato, amato, custodito e protetto affinché possa fiorire, duri e manifesti sempre negli gli occhi della coppia, anche quando ormai anziani, l’attimo eterno del loro primo ed indimenticabile incontro.
Dall’amore allegro spensierato giocoso dell’infanzia, passando per la pubertà dove la salute e la bellezza ci trasmettono l’idea di una falsa in vulnerabilità, all’amore che oltre alla passione genera la vita, per arrivare agli anziani che, sorreggendosi a vicenda, professano e testimoniano ancora la loro felicità."

- Alessandro Romano