MOSTRA D'ARTE OSCAR VANNI GERETTI & MARCELLO DI TOMASO - 22 GENNAIO/20 FEBBRAIO 2011

La chiesa di Santa Maria dei Battuti ospiterà la mostra personale dei due artisti friulani con il seguente orario:

da lunedì a giovedì: 10.00_12.30
venerdì, sabato e domenica: 10.00_12.30 e 15.30_19.30

Le scultura in creta, pazientemente plasmate e successivamente abrase dalla forza viva del fuoco, di Oscar Geretti si fondono con i quadri di Marcello di Tomaso, che nella sua pittura interpreta attentamente la società che lo circonda: una società che lui rappresenta con un caleidoscopico accostamento di brandelli di immagini sgargiantemente colorati.

Le opere di Geretti esprimono il dolore e il disagio che oggi viviamo: è l’artista dell’intensità esistenziale trasferita nella materia abilmente plasmata. La pittura dell’artista Di Tomaso parte dall’astrattismo classico, proponendosi nella pittura contemporanea come innovatrice: dove simbolismo e mitologia si accomunano e si fondono.

 

Oscar Geretti espone opere sorprendenti di creta cotte con il sistema raku (tecnica giapponese) riuscendo ad esprimere con rara efficacia e potenza il disagio umano. Le figure sembrano astratte dal magma dell’indifferenza come fossero reperti, rottami. Al centro c’è ancora l’umanità, fragile e dolente e l’artista ne ripropone l’anima, il vissuto, una sofferenza non solo fisica ma anche nella sensibilità, psiche, cultura. I condizionamenti sociali tendono a disumanizzare, a non tenere conto dei valori della società, anzi, possono essere compattati, rottamati e spediti in discarica
Marcello Di Tomaso ha sempre interpretato la pittura come occasione per indagare il suo mondo interiore e relazionarlo con la realtà esterna. La crescita umana e artistica trova conferma in questa mostra nei temi dei miti della giovinezza, le dediche alla nipote Chiara; qui si afferma una pittura luminosa che prende corpo in parvenze ed effetti di trasparenza. Nel percorso artistico fra l’astratto e il figurativo, emerge l’idea di un “oltre” che fascino di luce e sostanza di pensiero, talora segnato da geometrie che scandiscono lo spazio in una “finestra” elemento che congiunge l’interno con l’esterno, dentro una visione della realtà che nel soggetto che osserva implica una capacità di leggere le evidenze fisiche anche nelle matrici spirituali.